C.p.a. Park Hotel – 4*

Per molti è più facile e nel contempo più “eclatante” andare a fotografarli non appena approdati nei porti siciliani ma poi giunti nei centri d’accoglienza si sa poco o niente dei migranti e quello che si sa lo si apprende dai media (ma solo quando insorgono) ; io ho preferito trascorrere un po di tempo con loro ! Nel cuore del parco delle Madonie tra la natura incontaminata vi è un centro C.p.a. (centro di prima accoglienza),forse, unico nel suo genere attivo da circa un anno e mezzo. Gestito dalla cooperativa Scarabeo veniamo accolti da Giovanni Dispenza ,operatore e mediatore culturale, dopo le presentazioni di rito ci lascia liberi di interagire con gli “ospiti” (circa 40 migranti di tutte le nazionalità: maliani, gambiani, senegalesi, ganesi, eritrei, sudanesi, etc.). Dopo un po si instaura un rapporto,oserei dire amichevole e  Frankfurt, Luis, Ibrahim ed ancora Amadou ,Sirin ma anche tutti gli altri ci rendono partecipi della  loro giornata quindi musica,cibo (che aggrega sempre) e attività sportive visto che è domenica (mentre durante la settimana vengono impartite lezioni di italiano e attività di socializzazione ma non può mancare qualche ora di palestra e la partita di calcio). I C.p.a. garantiscono prima accoglienza allo straniero rintracciato sul territorio nazionale per il tempo necessario alla sua identificazione e all’accertamento sulla regolarità della sua permanenza in Italia quindi visto l’iter (non sempre rispettato nella tempistica) …. meglio trascorrere il tempo in questa “isola felice” . Devo dire che spesso i C.p.a. vengono definiti,per vari motivi  “ bombe ad orologeria pronte ad esplodere in qualsiasi momento” …. io qui ho percepito tutt’altra cosa . Ho cercato di cogliere la parte buona con qualche bel momento anche se  il dramma per questi uomini resta !

Grazie fratelli,a presto.

Naturalmente ringrazio ,anche e sopratutto, la cooperativa Scarabeo per averci “aperto le porte” con tanta  disponibilità .

Buona visione!

Spazi metafisici [urbani]

Assemblare,decontestualizzare,atmosfere e visioni mentali prevedibili/imprevedibili,quasi oniriche !

Faces… in the street (always work in progress !)

Press & issue 2014

Il mio 2014 fotografico è stato così….e grazie per aver visionato le mie foto e letto i miei articoli (se così mi è concesso definirli!) :

 

Il mio blog nel 2014…non posso lamentarmi !

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

GRAZIE a tutti voi che mi avete omaggiato di un vostro “click”,spero di non deludervi il prossimo anno (…i progetti in cantiere ci sono ! ).

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 9.800 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 4 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Benvenuti al Sud ! (…istantanee qua e là per la Sicilia)

I colori ed il “calore” dei mercati di Palermo

I mercati di Palermo rappresentano il luogo ideale per un autentico tuffo nel passato e nelle tradizioni più antiche del popolo palermitano. Vi si arriva, fiancheggiando quartieri dismessi, palazzi in rovina carichi di memorie sempre più silenti, entrando in spazi segnati da porte diroccate (un tempo importanti segni di difesa della città), emblematici confini tra passato e presente, storia ed esistenza, o percorrendo strade e vicoli, ove a far da guida un intenso odore di mare proveniente dalle “balate”. I quattro mercati più importanti e storici di Palermo sono: la Vucciria, il Capo, il Borgo Vecchio, ed infine quello assai antico di Ballarò, nel cuore della città. Tra i clacson, gli ingorghi, le vie piene di negozi, i grandi magazzini, questi posti sembrano essere anacronistici e pongono immediato il contrasto tra il nuovo ed il vecchio, tra il passato ed il presente che vive nel cuore di una metropoli quale e’ Palermo.Non ci sono insegne luminose ma enormi lampade, non esiste cellophane ma cartone, i prezzi non sono attaccati alla merce, ma indicati su pezzi di legno.Il viottolo che si apre tra le bancarelle e’ stretto ed e’ spesso reso impraticabile dalla folla.Qui non c’e’ musica in sottofondo, anzi, la musica la creano i venditori che con le “abbanniate”, a gran voce, in un dialetto incomprensibile per lo straniero, invitano ad acquistare il prodotto oppure cantano canzoni e, di tanto in tanto, si lanciano commenti da una bancarella ad un’altra.Sarete coinvolti anche voi, vi inviteranno ad assaggiare la frutta, vi accoglieranno con un sorriso e vi faranno partecipi del buon umore che, ogni giorno, aleggia in questi luoghi.Nei mercati si scopre la vita pulsante della città,cultura e conservazione delle tradizioni.

Foto scattate durante il raduno del gruppo facebook Fuji X Series Club Italia del 27/09/2014 , buona visione !

 

“RACCONTI IN CUCINA” a cura di Delia Altavilla

Dalla prefazione del libro :

Il progetto “Racconti di cucina” è stato, fin dall’inizio, una grande sfida raccolta dagli operatori e dagli utenti, appartenenti ad enti e “mondi lontani”, che si sono ritrovati con tanta voglia di realizzare qualcosa insieme, superando confini apparentemente invalicabili. Affinché tutto questo si potesse realizzare, quale migliore posto se non il cuore di una casa, la cucina? Quale migliore occasione se non la preparazione di un pasto e la condivisione di un pranzo, mentre le parole si intrecciano agli odori, le storie di vita ai ricordi, le mani ai pensieri? E’ nato così questo progetto, promosso dalla sede INAIL di Palermo insieme all’Opera Don Calabria, una cooperazione ricca ed intensa capace di abbattere quelle barricate che spesso separano il pubblico dal privato. L’INAIL, infatti, nell’ambito del sistema di tutela globale ed integrata dei lavoratori infortunati o affetti
da malattia professionali, fornisce prestazioni non solo economiche e sanitarie, ma anche promuove progetti riabilitativi, volti a favorire il reinserimento familiare, lavorativo e sociale dell’assicurato.
L’iniziativa ha previsto l’attivazione di laboratori occupazionali di cucina e di narrazione, guidati rispettivamente da uno chef e da un pasticciere, Filippo e Nicola, entrambi con disabilità sul lavoro, e da una conduttrice esperta, Delia, che ha seguito l’attività di scrittura. Attraverso i laboratori è stato possibile attivare uno di quei rari e preziosi momenti in cui si realizza un incontro profondo di varie umanità.
Ragazzi stranieri non accompagnati, africani e bengalesi, involontari protagonisti di un esodo epocale, lontani dai loro affetti, portatori di viaggi e dolori inenarrabili.Uomini privati della loro libertà e della loro stessa vita, perché resi schiavi dalla droga. Uomini che lottano per ridare un senso alla propria vita ed al proprio corpo dopo quel terribile giorno in cui, per un incidente sul lavoro, la loro vita è stata segnata da un prima e da un dopo tutto da costruire. Giovani e uomini alle prese con sfide durissime, che ci hanno insegnato, con grande dignità, che cosa significa perdere tutto e trovare la forza di ricominciare da zero.
Il contesto della comunità e la tipologia delle attività hanno dato una forte spinta aggregante e offerto un’opportunità di apprendimento creativo: è emerso, fin dall’inizio, un senso di empatia tra i partecipanti, che ha orientato le energie e le motivazioni di ciascuno verso una possibilità di incontro “alla pari” con altri “compagni di viaggio”. Mentre si lavorava ai fornelli o attorno al lungo tavolo, dove si consumava il pranzo
preparato insieme o si condividevano i brevi testi scritti, carichi di ricordi ed emozioni, i percorsi di ciascuno si sono incrociati, creando una trama “saporita” di relazione, di incontro e di aiuto reciproco, scambiato così, semplicemente, tra una portata e un’altra…
Tante le emozioni che hanno attraversato la cucina della comunità di Sant’Onofrio, divenuta spazio di incontri, di racconti di vita, dove la tristezza man mano si stemperava con lo zafferano o il curry, dove intorno al tavolo del refettorio, mentre si tagliavano gli ortaggi, si ritrovava, attraverso il fare, la dimensione dell’essere insieme, della condivisione, dell’essere persone insieme ad altre, dimensione che per motivi diversi, è spesso andata perduta nel tempo. Così qualcuno, anche se per un attimo, ritornava a sentire il sapore di casa, altri il piacere della propria dignità di uomo.
Questa l’atmosfera che tutti noi, operatori e non, abbiamo respirato nei giorni del laboratorio, “assaporando” piatti prelibati e “gustando” la gioia dell’incontro, condividendo a piene mani che i pregiudizi ed i falsi confini è possibile superarli solo se non si smette mai di sognare e di andare al “cuore” delle cose.

Il sottoscritto alla prefazione non aggiunge nulla tranne che dei ringraziamenti….al Dott.re  Ettore Cutrona (direttore della Comunità Terapeutica Opera Don Calabria) ed alla Dott.ssa Tecla Scandura (direttrice dell’Area Prevenzione Casa di Termini Imerese) per l’opportunità datami , alla Dott.ssa Stefania De Luca ( funzionario socio-educativo della Sede INAIL di Palermo) per la “fiducia” , alla scrittrice Delia Altavilla ed al graphic designer Emanuele Pistola per la loro preziosa e gentile collaborazione ed infine al Dott.re Francesco Chianello (educatore Opera Don Calabria) il quale mi ha fatto conoscere questa realtà….un mondo apparentemente lontano dal nostro ma quanto mai vicino se non fosse ,a volte, per le nostre “barriere mentali” !

Concludo  complimentandomi e ringraziando dal profondo del cuore i corsisti ovvero i veri protagonisti nonchè i narratori di questa meravigliosa avventura :

Filippo Di Leonardo,Nicola Cinà,Giuseppe Ciresi, Francesco Ammirata,Andrea Fantaci,Vincenzo Dominici, Salvo Campanella,  Gianluca Santangelo,Antonio Tomasello,Mousa Demble, Misbha Uodion,Rahman Mamunur.

Pubblicazioni  su HuffPost Italia , La Repubblica , SuperAbile ,The Mammoth’s Reflex

 

 

 

 

La vetrina dei fotografi Fujifilm.

 

Tumblr Ufficiale Fujifilm Italia ,

di seguito una selezione delle mie foto (o della mia “fotografia” ! ).

Onorato di esserci,grazie ancora Fujifilm Italia : fujifilm-italia.tumblr.com 

 

 

 

Once Upon a Time

C’era una volta la zona industriale,le fabbriche ed un’economia stabile…… mentre adesso solo  aree dismesse che  creano dei vuoti urbani che vengono percepiti dalla popolazione come zone degradate e pericolose, o a causa della poca stabilità delle strutture fatiscenti ancora presenti, mettendo talvolta a rischio anche l’incolumità degli abitanti; oppure perchè per colpa di persone incivili diventano delle vere e proprie discariche a cielo aperto, facendo così insorgere nella comunità un senso di abbandono da parte delle istituzioni in quanto non vengono soddisfatte le proprie esigenze primarie (sicurezza, igiene, estetica..)

Queste aree dovrebbero essere oggetto di una riqualificazione che le attribuisca una nuova destinazione d’uso, in funzione delle loro caratteristiche intrinseche e delle relazioni con il contesto nel quale si collocano, in modo da ricucire il tessuto urbano e garantire il miglioramento qualitativo della vita delle comunità, che invece di percepirle in modo negativo le cominceranno ad apprezzare, essendo un tassello importante della storia delle città.