PRESS & ISSUE 2016

Per il  2016 è andata così….

Grazie sempre per le vostre visite al mio blog,a presto!

Piccolo racconto di fine estate

Una domenica mattina di fine settembre…quello che ho visto…ve lo racconto , “ascoltate” !

 

La terra del sale

La riserva naturale orientata delle Saline di Trapani e Paceco è una riserva naturale regionale della Sicilia istituita nel 1995, che si estende per quasi 1000 ettari nel territorio dei comuni di Trapani e Paceco. La riserva, all’interno della quale si esercita l’antica attività di estrazione del sale, è una importante zona umida che offre riparo a numerose specie di uccelli migratori ; è gestita dal WWF Italia. La storia delle saline trapanesi è antichissima e si fa risalire probabilmente al popolo dei Fenici circa tremila anni  fa . Per buona parte del primo millennio a.C. questo antico e glorioso popolo di commercianti e navigatori deteneva il monopolio dell’ “oro bianco”.

L’acqua del mare, l’energia del vento ed il calore del sole sono gli elementi che, indirizzati dall’opera dell’uomo, producono il prezioso sale. Per la produzione è necessario un mare ad alta salinità,  la presenza quasi costante di vento e una scarsa piovosità. Il principio della lavorazione del sale è semplice: si convoglia gradatamente l’acqua di mare in diverse vasche di dimensioni e livelli differenti, provocando l’evaporazione e lasciando depositare il cloruro di sodio sul fondo, da dove poi viene raccolto e trasportato nell’argine principale detto “ariuni”. L’acqua di mare viene convogliata nelle grandi vasche, le prime  chiamate “fridde”, a ridosso della costa.  Da qui, attraverso canali e chiuse, l’acqua viene trasferita in vasche meno grandi e profonde delle “fridde”, chiamate vasche “d’acqua cruda o retrocalda”. Le vasche successive, per consentire una migliore evaporazione e concentrazione del cloruro di sodio, diminuiscono di ampiezza e profondità, ma aumentano di numero. La frammentazione dei bacini è importante per accelerare l’evaporazione dell’acqua provocata dal vento e dal sole. I canali muniti di chiuse trasferiscono l’acqua dalle vasche chiamate “messaggere o ruffiane” alle vasche denominate  “retrocalde”, favorendo, durante il trasferimento, una parziale evaporazione.L’ultimo gruppo di vasche  sono le “calde”, quadrate, accostate su due file, una in comunicazione con le “messaggere”, le altre con le “caselle”, dove termina la produzione del sale che, frantumato, si raccoglie e si trasporta  sull’argine principale detto “ariuni”.I cumuli di sale vengono poi ricoperti di tegole di terracotta, dai tenui colori della terra e del sole, per prevenire nella bassa stagione che l’acqua piovana diminuisca la quantità.

Ringrazio Massimo Daidone , la moglie Alberta D’Antoni dell’azienda SA.NI.MA. & C s.a.s. (che gestisce l’antica salina Galia e che  tra i suoi scopi principali,  il recupero e la salvaguardia della tradizione  e dell’arte  di raccogliere il sale, ma vuole anche rilanciare una delle più antiche e produttive  attività del nostro territorio.) ed i loro collaboratori per la totale disponibilità e  l’immensa ospitalità nei nostri confronti facendoci sentire “a casa nostra” !

 

 

RUMBO MEDITERRÁNEO – Un viaggio in kayak di un uomo e il suo cane .

“La natura è la nostra unica vera casa, e dovremmo trattarla come tale.” 

Lui si chiama Sergi Rodríguez Basoli, ingegnere meccanico specializzato nel settore delle energie rinnovabili,32 anni, catalano di Barcellona dove  il 22 luglio del 2013 inizia il “viaggio” .

Si perché Sergi dopo aver lavorato in Germania ha abbandonato “giacca e cravatta” (non sono sicuro se li indossava!)  ed è partito per un viaggio,apparentemente senza meta, ma con una mission ben precisa : “L’intento è sollecitare la tutela e far emergere le criticità in cui versa il mare Mediterraneo”

Sergi, infatti, è promotore del progetto Mednet dell’associazione Oceana, una organizzazione non governativa che si occupa di tutelare gli oceani del pianeta. «Gli oceani sono in crisi a causa della pesca eccessiva, l’acidificazione e la distruzione dell’habitat. Mednet è un progetto che ha voluto sviluppare Oceana per portare dal 4% attuale al 10-12% le aree marine protette nel mar Mediterraneo, questo perché l’attuale quota di aree protette non sono sufficienti per garantire un ripopolamento adeguato delle specie marine a causa delle attività di pesca intensive» racconta. Sergi sta consegnando al Ministero dell’Ambiente di ogni paese che visita (Spagna, Francia, Principato di Monaco e Italia per il momento,circa 5000Km di costa) un documento dove vengono descritte le ragioni del progetto di Oceana. (leggi la lettera)

Io ”seguivo” Sergi ,sui suoi canali social,da parecchi mesi e quando ho saputo  che stava pagaiando  nelle mie acque ho cercato di contattarlo per passare un giorno con lui. Sin da subito si è reso disponibile e ci siamo riusciti !

Non vi sto a raccontare quello che ci siamo detti ,forse,anzi,sicuramente alcune sono state le domande più classiche che Sergi si è sentito fare centinaia di volte….però ci siamo confrontati su vari argomenti. Ho fatto per ben due volte (se ricordo bene)  la stessa domanda e cioè : “ Qual è il tuo programma? Quando riparti? “ e Sergi con un sorriso,che già diceva tutto, mi ha risposto “ Non mi chiedere questo “ ! Da ciò ho capito ancora meglio chi è Sergi e lo scopo della sua avventura (anche se lui non è un avventuriero)

Dimenticavo…Sergi non viaggia da solo ,c’è anche Nirvana un randagio che ha incontrato ad Alghero e si vede proprio che è un fedele compagno di viaggio !

Grazie Sergi per quello hai fatto e che continuerai a fare,per quello che ci hai trasmesso e per il ricordo indelebile che hai lasciato a me ad alla mia famiglia…spero sia un arrivederci,un abbraccio!

Se volete saperne di più “seguitelo” così come ho fatto io :

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La casbah di Mazara del Vallo (Tp)

Piccoli gesti quotidiani all’interno della casbah di Mazara del Vallo (Tp) .

E’ questa una delle più arabe tra le città italiane, da sempre votata alla pesca e all’intreccio di culture, è tra quelle in cui l’integrazione tra etnie diverse è stata più rapida e fruttuosa.

Per sintetizzare : Mediterraneo !

 

Old Wild Sud !

Attualmente sono circa 1.700 le stazioni impresenziate della Rete Ferroviaria Italiana che il Gruppo FS Italiane sta concedendo tramite contratti di comodato d’uso gratuito alle associazioni e ai comuni affinché siano avviati progetti sociali che abbiano ricadute positive sul territorio e per la qualità dei servizi offerti nelle stesse stazioni. (magari fosse così!)

I Babbaluti e il SS. Crocifisso di Aracoeli (San Marco d’Alunzio – Me)

La festa (che ricorre l’ultimo venerdì di marzo ma quando in tale data cade il Venerdì Santo, la festa viene anticipata al venerdì precedente) fu istituita ufficialmente nel 1612,inizia alle ore 11.00 con la celebrazione della Santa Messa nella spettacolare Chiesa di Aracoeli (Altare del Cielo). Terminata la Messa, il Crocifisso viene prelevato dalla sua cappella e, tra le mille mani dei fedeli che si tendono per toccarlo e baciarlo, dai volti rigati dalle lacrime, viene portato fuori dove lo aspetta il fercolo. Sulla “vara”, ai piedi del Crocifisso, viene anche sistemato un quadro ad olio del 1968, che rappresenta la “Madonna dai sette dolori”; un mezzo busto della Vergine Addolorata lievemente girata verso destra con le dita intrecciate e con sette spadini che le trafiggono il cuore. Ad attenderlo, sul sagrato della Chiesa, ci sono anche 33 persone incappucciate, la cui identità viene svelata solo alla fine della manifestazione, i Babbaluti. Indossano un saio e cappuccio blu intenso e ai piedi solo delle antiche calze di lana lavorate a mano, “i piruna”. Attraverso un percorso stabilito, la folla li vede camminare con andare frettoloso dirigersi verso la porta secondaria della Chiesa di Aracoeli, dove, baciato per terra, prima della scalinata di accesso, entrano a salutare il Cristo e uscendo dal portone principale, si dispongono equamente sotto le due lunghe aste di legno del fercolo. Finita la predica, dai toni molto forti e accesi, il Crocifisso viene portato sulle spalle dai 33 Babbaluti lungo alcune vie del paese, accompagnandolo con una nenia lamentosa e ripetitiva: “Signuri, misericordia e pietà!”. Alcuni studiosi spiegano la presenza dei 33 Babbaluti comparandoli con i Giudei, uccisori di Cristo, altri come gli anni di Cristo e altri ancora ritengono che si tratti di un residuo di un’antica Sacra Rappresentazione medievale. Qualunque sia la verità, i Babbaluti incutono un certo turbamento e sconvolgimento emotivo.

(Fonte : ufficio comunicazione comune San Marco d’Alunzio)

“Ricordi sbiaditi”

Termini Imerese (Pa) ha accarezzato a lungo l’idea di uno sviluppo industriale diffuso, capace di dare lavoro e benessere alla gente di un intero comprensorio. Nacque così l’agglomerato industriale, che tante speranze alimentò negli anni ’60/’70, in gran parte deluse da una politica industriale capace soltanto di creare “cattedrali nel deserto” o “cittadelle-fantasma” ; ormai da troppi anni lasciato al completo abbandono. Il recupero dell’agglomerato è utile sia alle imprese che continuano a operare, pur nel contesto difficile attuale, sia a quelle interessate a investire ma non troverebbero oggi un contesto ambientale favorevole.

Pubblicato su : UP – Photography Magazine

 

Press & issue 2015

Per il  2015 è andata così….

Grazie sempre per le vostre visite al mio blog,a presto!

 

Analisi del 2015

Sono solo numeri (?)….

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 10.000 volte in 2015. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 4 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.