Autore: Sebastiano Bellomo
Palermo
Cefalù
Per non dimenticare…
Era l’11 marzo 2004. Sono passati quasi dieci anni dalle terribili esplosioni che in quel giorno hanno sventrato tre treni affollati di pendolari in una Madrid ancora addormentata. Corpi straziati, coperti da
lenzuoli bianchi che sembravano garze.Madri, padri, amici, fratelli, sorelle, che non sarebbero rientrati più a casa, quella sera.
Ora immaginate 192 persone che si tengono per mano e ritornano in quel luogo.In un modo o nell’altro. Con la mente, con i ricordi, con un nome tatuato in testa. Ad ognuno dei 192 autori é stata assegnata un’anima. E’ stato assegnato un nome. Un nome che rimbomba. Come una nuova esplosione. Un nome che resta l’unica luce in un dolore così buio.
Ciro Prota é ideatore e promotore di PROJET 192.
“Il Progetto 192 fonde la vita, la morte, la pietà e l’accusa. 192 fotografie e 192 nomi, quelli delle vittime dell’attentato nei treni dei pendolari di Madrid, l’11 marzo 2004. Un passato molto prossimo sul quale però ogni giorno cala impercettibile un velo, il velo più pericoloso, il velo dell’oblio, lento e sottile.
Io non voglio dimenticare, e non posso. […] Un giorno uguale all’altro, un giorno dopo l’altro. Ma l’11 marzo 2004 è stato un giorno diverso. Nei treni è entrata la morte, quella più cieca, violenta, cattiva,portata da un odio cieco, violento”
E’ con queste parole e con una grande voglia di contagiare il mondo con il bisogno di ricordare Ciro é riuscito a coinvolgere in pochi giorni, 192 creativi a cui ha affidato il compito di fermare l’amnesia sul dolore.
E non é solo per non dimenticare. Project 192 vuole essere l’inizio di qualcosa di più grande che non si fermerà qui ed ora. E’ un progetto di vita contro la morte. Un progetto che in questo momento si avvale di 192 esseri umani, provenienti da tutto il mondo. Tutti e 192, uniti dalla passione per la fotografia e dal bisogno di fare della loro arte qualcosa di concreto. Ogni fotografo ha una storia diversa, una diversa sensibilità, proprio come le 192 vittime che si sono trovate fatalmente unite da un destino comune in quel giorno di marzo. Il progetto 192 è appena nato, in un clima di solidarietà, collaborazione e grande entusiasmo e si
propone di commemorare le vittime dando spazio soprattutto alle immagini. Una mostra a Madrid. Una pubblicazione editoriale. un grande evento in tutto il mondo.
Non sono solo sogni. Soprattutto se qualcuno aiuterà a realizzarli. Ciro ha fondato di recente un’associazione fondata proprio per non doversi fermare. Non qui. Non ora.
Perché tutto questo possa essere solo un inizio. Il lavoro più grande sarà quello di trovare sostenitori e sponsor. Trovare persone, molte persone, che, come Ciro Prota e i suoi collaboratori, abbiano il desiderio di aprire gli occhi e voltarsi indietro. Perché voltarsi indietro non significa solo guardare ma anche riportare in qualche modo in vita, il desiderio di chi non c’é più. Essere ricordato per sempre. Tutti noi lo vorremmo.
Per informazioni sul progetto o proposte di collaborazione :
L’Associazione su facebook :
https://www.facebook.com/pages/Association-Projet-192/645930482147295?fref=ts
Per la visione del libro :
http://www.projet192.org/album/M11/index.html
Roma , 11-04-2014 – Piazza Navona – le foto del flashmob :
http://www.projet192.org/album/M11/flashmob192/index.html
Padova, da 18-07-2014 al 31-07-2014 (poi prorogata al 15-08) centro culturale altinate-San Gaetano – le foto dell’evento :
http://www.projet192.org/album/Padova/index.html
Repubblica di San Marino, dal 25-10-2014 al 15 -11-2014 palazzo SUMS Centro Storico (pagina fb in continuo aggiornamento)
https://www.facebook.com/pages/Projet-192-San-Marino/687954627956816?fref=ts
Un giorno di ordinaria fotografia.
Sant’Agata Militello (ME) , 01/01/2014.
Capodanno,il cielo plumbeo…il mare sferzato dal vento,freddo!
I luoghi dell’estate…il lidi balneari,i locali in riva al mare,il lungomare erano di un fascino surreale e mentre tutti a tavola a festeggiare ancora l’anno nuovo ,io,attratto dal silenzio interrotto solo dal sibilo del vento e attratto da un magnetismo che non so spiegare ho provato a “raccontare”. A raccontare di quei luoghi così affollati nei mesi estivi tanto quanto desolati nei mesi invernali ma in entrambi i periodi ugualmente attrattivi e “densi” per la mia mente…per i miei occhi !
Pubblicato,on-line,su UP! Urban Photography Magazine : http://www.up-magazine.it/un-giorno-di-ordinaria-fotografia/
La gioventù del “Don Calabria”
L’Istituto don Calabria, sin dalla sua nascita a Verona nel 1907, si è occupato di offrire accoglienza, aiuto e sostegno agli “ultimi”, con particolare attenzione ai giovani. Negli anni, l’Opera si è diffusa in tutto il mondo e dal 1986 è presente a Termini Imerese (PA), dove attualmente svolge diverse attività di prevenzione e cura.
Nello specifico:
- La Comunità Terapeutica S. Onofrio con la cura e la riabilitazione di soggetti tossicodipendenti;
- Il Centro Polifunzionale per l’infanzia, l’adolescenza e la famiglia S. Pietro e S. Lucia con il sostegno a famiglie multiproblematiche, la prevenzione del disagio socio-culturale e la promozione del benessere psicofisico;
- La Comunità Alloggio Don Calabria con l’accoglienza e l’accompagnamento educativo di adolescenti in situazione di disagio;
- Il Gruppo Appartamento “Mediterraneo … Insieme” con il supporto a giovani maggiorenni nella progettazione e gestione di un percorso di vita autodeterminato.
LA COMUNITA’ ALLOGGIO “DON CALABRIA”
La comunità alloggio è nata per rispondere al bisogno di creare un luogo di riferimento educativo, affettivo e di supporto, per quei minori adolescenti che si trovano in una condizione di estremo disagio sociale e familiare e che necessitano di un ambiente educativo e di guida sano e “significativo”.
Accoglie ragazzi maschi dai 14 ai 18 anni, segnalati dal Tribunale per i Minorenni sia in ambito civile che penale.
La mission che sostiene, motiva e anima il complesso lavoro all’interno della comunità alloggio è riassumibile nelle parole del fondatore dell’Opera, San Giovanni Calabria:
“La gioventù porta scritto in fronte:
sono di chi mi piglia.
Guai a noi, quale tremenda responsabilità,
se non ce ne prendiamo cura!”
Forti di questa motivazione, circa quattro anni fa, la comunità ha aperto le porte a minori stranieri non accompagnati, che fuggono da situazioni di povertà e guerra e giungono in Italia nella speranza di poter costruire una vita migliore.
Confrontarsi con questi ragazzi ha significato aprire la comunità e fare costantemente i conti con le nuove povertà, con gli ultimi del mondo e con tutto ciò che i ragazzi portano con sé, tanti sogni e anche tanta disperazione, belle esperienze vissute nei loro paesi accanto a dolori “indicibili”, storie raccontabili e vite inenarrabili. La comunità in tal modo, ha intrapreso una nuova strada, reinventandosi e ricostruendosi con nuove misure e dimensioni, attraverso un lungo e difficile lavoro che gli operatori hanno dovuto affrontare in prima persona, imparando ad ascoltare in un modo nuovo per dare nuove risposte. Attualmente vi sono ospitati un gruppo di giovani provenienti dal Bangladesh e dalla Somalia arrivati in Italia con gli ormai “famosi” viaggi della speranza attraversando anche per parecchi mesi diversi Stati su mezzi di fortuna ed infine la classica traversata su barconi,stracolmi,verso l’Italia.
Palermo-Roma-Palermo
Sicilian ghost town
15/01/1968 – ore 03:01, Poggioreale (Valle del Belice-TP) : la terra trema…il terrore.. il tempo si ferma!
Sono trascorsi 45 anni da quella notte tra il 14 e il 15 Gennaio 1968, quando un violentissimo terremoto sconvolse la vita dei paesi nella Valle del Belice, tra le province di Agrigento, Trapani e Palermo. Il sisma causò la morte di circa 400 persone, e rase al suolo quattro centri abitati, danneggiandone seriamente un’altra decina. Gli oltre 70 mila sfollati trovarono per anni riparo in tendopoli e baraccopoli. In un primo momento l’evento fu sottovalutato ma quando giunsero i soccorsi lo scenario che si presentò fu apocalittico ; le cronache dell’epoca raccontano che il pilota di uno degli aerei impiegati nella ricognizione della zona dichiarò: “E’ uno spettacolo da bomba atomica… ho volato su un inferno”. Tra i Comuni maggiormente colpiti Poggioreale, che dopo il terremoto venne abbandonato al suo destino, diventando una vera e propria città fantasma. Una “fotografia” reale di quei giorni di paura. Addentrarsi tra le vie del grosso centro è come attraversare uno scenario decadente e suggestivo, sospeso tra il presente e il passato. Poggioreale è la testimonianza in disfacimento di quella che era la vita prima del 1968, con le officine, il panificio, il salone del barbiere sulla piazza Elimo ancora ben riconoscibili. Un “non luogo” in cui il silenzio surreale è interrotto solo dai suoni della natura e delle macerie in rovina, dove a farla da padrone è il senso della precarietà umana.
Lascio la “parola” alle foto con la speranza di riuscirci !
Da visionare anche su : http://www.francescomerenda.com/friends/sebastiano-bellomo/
Pubblicato su La Repubblica
